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Cloud computing nelle aziende svizzere: diffusione e modalità d’uso

Sistemi lenti e poco reattivi, manutenzione costosa, infrastruttura IT obsoleta: nexplore descrive così una situazione di partenza condivisa da molte imprese.

Situazione di partenza: perché le PMI svizzere valutano il cloud

Sistemi lenti e poco reattivi, manutenzione costosa, infrastruttura IT obsoleta: nexplore descrive così una situazione di partenza condivisa da molte imprese. Gli aggiornamenti richiedono molto tempo, i server generano un onere operativo continuo. Da qui nasce l’impulso a valutare i servizi cloud.

La piattaforma federale per le PMI sottolinea: l’outsourcing nel cloud è spesso più economico per le aziende rispetto alla gestione interna dei dati. Un’impresa priva delle necessarie risorse IT non deve investire in un parco server proprio.

I servizi cloud offrono un accesso semplice ai documenti, aspetto che secondo kmu.admin.ch risulta particolarmente utile per i posti di lavoro a tempo determinato. La capacità di archiviazione, la durata dell’abbonamento e il numero di utenti possono essere adattati alle esigenze.

La Confederazione aggiunge: un fornitore professionale garantisce spesso meglio la riservatezza. ncloud.swiss presenta la sua offerta in quattro ambiti di prestazione: infrastruttura cloud, posto di lavoro e collaborazione con e-mail e archiviazione, cyber security nonché sicurezza operativa.

Ne deriva per le aziende svizzere la domanda su quali modalità d’uso e quali casi d’impiego siano pertinenti. A disposizione ci sono infrastruttura, piattaforma o software pronto all’uso, oltre alle forme operative Public Cloud, Private Cloud o Hybrid Cloud.

Che cosa significa cloud computing nel contesto aziendale

L’Incaricato federale della protezione dei dati (IFPDP) definisce il cloud computing, sul piano tecnico, come l’approvvigionamento su richiesta di applicazioni e software, capacità di archiviazione, strumenti di sviluppo, capacità di rete o potenza di calcolo tramite una rete, ad esempio Internet, fornito da un provider cloud.

Il portale kmu.admin.ch lo formula in modo più semplice: archiviazione e accesso ai dati via Internet invece che sul disco rigido di un computer. La «nuvola» corrisponde a un’infrastruttura remota composta da server, hardware, reti o data center che un’azienda può noleggiare.

Per il grande pubblico sono noti soprattutto Google Drive, Dropbox, OneDrive e iCloud. Da questi vanno distinte le offerte cloud per il mondo degli affari; diverse aziende svizzere forniscono tali servizi alle piccole e medie imprese.

I fornitori svizzeri coprono ruoli diversi: ncloud.swiss pianifica, gestisce e protegge l’IT delle PMI nei data center svizzeri, con un team fisso di riferimento. Da oltre 25 anni si aggiungono server e storage, con referenze che spaziano dal settore sanitario e industriale fino alla pubblica amministrazione. Per ambienti Private e Public Cloud sono disponibili offerte di Swisscom e Microsoft Azure.

Diffusione: dove i servizi cloud entrano nella quotidianità aziendale

L’IFPDP indica come campi d’impiego tipici Office 365 e gli strumenti per la collaborazione online tra collaboratrici e collaboratori, gli strumenti di gestione online degli indirizzi e-mail per newsletter o assistenza clienti, nonché un sistema CRM online. Rientrano in questo ambito anche il caricamento di video su piattaforme di streaming e l’upload di file su un server accessibile via Internet.

La piattaforma federale per le PMI rileva che il cloud computing sta guadagnando sempre più consenso tra le imprese. Vengono utilizzate applicazioni ospitate, software per la condivisione e la collaborazione sui progetti, con scambio di informazioni e applicazioni. I volumi di dati archiviati risiedono su server esterni e sicuri.

In base alla modalità d’uso, i servizi si distribuiscono su tre modelli: SaaS per il software standard, IaaS per server, storage e reti noleggiati, PaaS per applicazioni proprie e nuovi progetti. L’IaaS entra in gioco quando le applicazioni esistenti, come ERP, telefonia o database, devono continuare a funzionare senza modifiche; il controllo sul sistema operativo e sul software resta in capo all’azienda.

Le modalità d’uso concrete nella quotidianità delle PMI includono e-mail e archiviazione, applicazioni Office, CRM online, contabilità nonché backup. Si aggiungono server e storage noleggiati per le applicazioni esistenti e ambienti di sviluppo e test per le applicazioni proprie.

Oltre a SaaS, IaaS e PaaS, i fornitori distinguono la forma operativa: Public Cloud, Private Cloud o Hybrid Cloud. Per gli ambienti Public Cloud, i fornitori svizzeri citano Microsoft Azure e Swisscom.

Un’indagine dell’Ufficio federale di statistica (UST) sulla diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nell’economia svizzera fornisce i valori di base: PC, e-mail e Internet sono utilizzati da oltre il 90% delle imprese svizzere. Intranet ed Extranet sono decisamente meno diffusi. Il sondaggio è stato condotto nell’autunno 2002 dall’Istituto di ricerche congiunturali del Politecnico federale di Zurigo (ETH Zurigo) per conto dell’Ufficio federale di statistica.

L’e-commerce basato su Internet serve alle imprese svizzere principalmente per l’approvvigionamento di merci: il 44% di tutte le imprese lo utilizza a questo scopo, mentre sul lato delle vendite la quota è del 16%. Per singole tecnologie le imprese svizzere raggiungono il livello dei paesi scandinavi leader, mentre nelle vendite online sussiste un ritardo.

Nel modello SaaS, nexplore cita Microsoft 365, un sistema CRM in cloud nonché soluzioni standard per e-mail, CRM e contabilità. La fatturazione avviene generalmente in modello ad abbonamento.

Nella quotidianità delle PMI prevalgono i servizi standard: Microsoft 365 riunisce applicazioni Office e strumenti di comunicazione in una soluzione integrata. Si aggiungono storage cloud con spazio flessibile e servizi cloud completamente gestiti, inclusi supporto e manutenzione.

ncloud.swiss attribuisce backup, riavvio e archiviazione alla sicurezza operativa; protezione, verifica e sensibilizzazione rientrano nella cyber security. L’offerta va dal singolo servizio all’informatica completamente esternalizzata.

La Confederazione sottolinea: la Svizzera occupa il 2° posto tra i paesi europei più attraenti per i data center, dopo i Paesi Bassi; nel 2021 il paese contava 93 data center secondo CBRE. Di conseguenza, anche i servizi cloud erogati localmente sono disponibili per le PMI.

IaaS, PaaS o SaaS: tre modelli, tre gradi di controllo

nexplore distingue tre modelli in base al grado di controllo, flessibilità e standardizzazione. La scelta dipende dal profilo dei requisiti delle proprie applicazioni, non dal modello in sé.

Con l’IaaS si noleggiano risorse IT come server, storage e reti, paragonabili a un data center virtuale, ad esempio macchine virtuali presso fornitori come Microsoft Azure. Tipico è l’impiego quando le applicazioni esistenti come ERP, telefonia o database devono essere migrate nel cloud uno a uno («lift & shift») e serve il pieno controllo su sistema operativo e software.

Red Hat descrive l’IaaS come un servizio pay-as-you-go con infrastruttura quali storage e virtualizzazione secondo necessità. La parte utilizzatrice rimane responsabile del sistema operativo, dei dati, delle applicazioni, del middleware e dei runtime; l’infrastruttura viene controllata tramite API o dashboard e può essere scalata orizzontalmente o verticalmente.

Per gli ambienti di sviluppo e test, l’IaaS può essere attivato e disattivato rapidamente. Si paga solo l’infrastruttura effettivamente utilizzata; bassi costi operativi e l’assenza di costi di manutenzione rendono il modello conveniente.

Il PaaS mette a disposizione una piattaforma per lo sviluppo di applicazioni proprie, inclusi sistema operativo, middleware e database. L’azienda non deve occuparsi di manutenzione e aggiornamenti; il modello è adatto a nuovi progetti, alla modernizzazione delle applicazioni proprie e alle applicazioni cloud-native.

SaaS significa utilizzare software pronto all’uso direttamente nel browser, senza installazione né manutenzione, fatturato in abbonamento. È la scelta per soluzioni standard come e-mail, CRM o contabilità.

Per le PMI svizzere questo implica: SaaS per e-mail, CRM e contabilità, IaaS per ERP, telefonia e database, PaaS per applicazioni proprie e progetti cloud-native. Offerte con data center in Svizzera sono disponibili per tutti e tre i modelli.

Confronto dei modelli di servizio cloud: IaaS, PaaS e SaaS

  • IaaS (Infrastruttura come servizio)Server, storage e reti noleggiati; pieno controllo su sistema operativo e software; adatto per ERP, telefonia, database
  • PaaS (Piattaforma come servizio)Ambiente di sviluppo con sistema operativo, middleware e database; nessuna manutenzione dell’infrastruttura; ideale per applicazioni proprie e progetti cloud-native
  • SaaS (Software come servizio)Software pronto all’uso nel browser; nessuna installazione o manutenzione; fatturazione ad abbonamento; per e-mail, CRM, contabilità

Dove risiedono i dati: forme operative, data center e protezione dei dati

Oltre al modello di servizio, decide la forma operativa: Public, Private o Hybrid Cloud. Secondo convotis, la Private Cloud offre un’infrastruttura controllata e dedicata, spesso in un data center locale o nazionale, con archiviazione ed elaborazione in Svizzera o nell’UE.

Public Cloud, Private Cloud e Hybrid Cloud si differenziano per il grado di esclusività. La Public Cloud offre soluzioni economiche e scalabili con Microsoft Azure e Swisscom, la Private Cloud un ambiente con accesso esclusivo, la Hybrid Cloud collega l’infrastruttura locale ai servizi cloud pubblici.

Come vantaggi della Private Cloud, convotis cita la certezza del diritto, il pieno controllo dei dati e specifiche di sicurezza adattabili individualmente. In questo modo vengono meno i diritti di accesso extraterritoriali previsti dal CLOUD Act per i fornitori statunitensi.

Per molte imprese svizzere, oltre alla LPD si applica anche il RGPD: circa il 20% dei dati personali trattati in Svizzera proviene da cittadini dell’UE. Chi tratta dati di cittadini dell’UE deve rispettare le prescrizioni più rigorose.

L’IFPDP menziona tre aspetti pertinenti alla protezione dei dati che richiedono particolare attenzione nei servizi cloud: impiego di incaricati del trattamento e sub-incaricati, sicurezza del trattamento dei dati e trasmissione di dati personali verso paesi terzi.

Il provider cloud agisce generalmente come incaricato del trattamento per conto del cliente ai sensi dell’art. 9 LPD. Il cliente può essere titolare del trattamento o egli stesso incaricato del trattamento. Come titolare, assume la responsabilità che i trattamenti esternalizzati avvengano in conformità alla protezione dei dati e deve garantirlo contrattualmente; una comunicazione all’estero va verificata preventivamente.

L’IFPDP raccomanda un’accurata analisi dei rischi. convotis segnala che le autorità statunitensi, sulla base del CLOUD Act, possono accedere ai dati anche se questi si trovano fisicamente nell’UE o in Svizzera, senza informare gli interessati.

La Corte di giustizia europea, con la sentenza Schrems II, ha stabilito che gli Stati Uniti non offrono un livello adeguato di protezione dei dati. Le autorità europee per la protezione dei dati vietano pertanto l’utilizzo di determinati servizi statunitensi come Mailchimp, qualora i dati personali vengano trattati negli USA; in Svizzera la situazione giuridica non è ancora definitivamente chiarita.

La cifratura ha un’efficacia limitata: non appena i dati devono essere elaborati nel cloud, essi risultano decifrati. Resta efficace solo in caso di pura archiviazione, il che per molti casi d’impiego è poco praticabile.

kmu.admin.ch ricorda che il cloud, per definizione, è concepito per la condivisione e che l’archiviazione crea una dipendenza dal fornitore. Rimane consigliabile conservare internamente i dati più sensibili.

Vantaggi e rischi della Private Cloud nel contesto svizzero

  • VantaggiPieno controllo dei dati, certezza del diritto, accesso esclusivo, nessun diritto di accesso extraterritoriale ai sensi del CLOUD Act, elaborazione dei dati in Svizzera o nell’UE
  • RischiCosti più elevati rispetto alla Public Cloud, manutenzione più complessa, scalabilità limitata in caso di capacità ridotta

Scelta e prossimi passi: cosa dovrebbero osservare le aziende svizzere

Prima il profilo dei requisiti, poi il modello: le applicazioni esistenti con pieno controllo su sistema operativo e software depongono a favore dell’IaaS, gli sviluppi propri per il PaaS, il software standard nel browser per il SaaS.

Sul fronte dei costi, vale la pena esaminare il modello di fatturazione. Il SaaS viene generalmente fatturato ad abbonamento, l’IaaS in base al consumo; ncloud.swiss cita modelli di costo trasparenti e conservazione dei dati nei data center svizzeri.

Presso ncloud.swiss, l’ambito della sicurezza operativa comprende backup, riavvio e archiviazione; il fornitore indica un referente fisso come ulteriore caratteristica. Chi fa trasmettere dati all’estero deve verificare preventivamente il trattamento per conto terzi e la comunicazione all’estero e regolarli contrattualmente.

La domanda cruciale da verificare rimane: quali dati appartengono davvero al cloud e quali è meglio tenere internamente? Secondo kmu.admin.ch, i patrimoni più sensibili non dovrebbero finire in un servizio condiviso.

Software standard in abbonamento, infrastruttura noleggiata e servizi di piattaforma restano mezzi per raggiungere uno scopo. Decisivo è quali casi d’impiego un’azienda intende effettivamente coprire e dove devono risiedere i dati.

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